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Inginocchiatoio facente parte degli arredi della Villa Medicea di Poggio a Caiano (primo quarto del XVIII sec.). l’opera riprende i motivi decorativi disegnati dal Foggini, per la corte degli ultimi Medici.
Importante inginocchiatoio, bottega Fiorentina – Notizie storico critiche: inginocchiatoio riprende i motivi decorativi disegnati dal Foggini per la corte degli ultimi Medici. Le guarnizioni bronzee, ad esempio, sono assai interessanti e potrebbero derivare da diversi studi per bocchette eseguite dall’artista. Tali considerazioni, la linea mossa e la ricchezza decorativa dell’arredo favoriscono un riferimento alla manifattura Toscana del primo quarto del ‘700.
Fusto in legno tenero di pioppo e listratura in essenza di Palissandro Rio e bois de violette, cornici di ebano e parti intagliate in legno di tiglio.
Bocchetta in bronzo dorato a mercurio.
Corso di restauro per tecnico del restauro dei manufatti lignei, sotto la direzione del docente restauratore Simone Beneforti.
Inginocchiatoio con fusto in legno di pioppo listrato in palissandro e bois de violette, fregi e piedi in legno di tiglio intagliato e dorato a guazzo.
Guarnizioni in bronzo dorato a mercurio.
Ad una prima analisi visiva l’inginocchiatoio risultava complessivamente in un discreto stato di conservazione. Si osservava su tutta la superficie la presenza di particellato atmosferico;
le predelle presentano parti con mancanza di coesione fra il supporto di pioppo e la listra e macchie dovute a sgocciolature d’acqua, nonché sbiancamenti della vernice dovute all’esposizione alla luce; si rileva inoltre la presenza di lacune di listratura di palissandro nelle fasce dei piani, mancanze di porzioni delle cornici di ebano che connettono i piani orizzontali a quelli verticali.
Tutte le superfici sono interessate da fori di sfarfallamento ben visibili e presenza di rosume, dovuti ad un forte attacco da parte di insetti xilofagi.
Le parti intagliate e dorate a guazzo risultano parzialmente consumate e in alcuni punti senza coesione con il supporto ligneo, ed emergono parti mancanti;
i quattro piedi intagliati e dorati a guazzo risultano anch’essi parzialmente consumati e le parti più esterne presentano ammaccature e rotture;
tutte le superfici dorate risultano particolarmente opache, poiché su di esse vi è presente un consistente strato di residui grassi ed untuosi, che hanno conglomerato particellato atmosferico.
L’intervento di restauro è avvenuto secondo i criteri dell’ormai consolidata teoria conservativa, tesa al recupero della leggibilità dell’opera, mantenendo tuttavia la sua originalità e integrità fisica.
L’intervento a previsto le seguenti fasi operative:
– Rimozione dei bronzi.
– Rimozione particellato atmosferico con pennelli di setola morbida e successiva aspirazione con aspiratore adeguato alla pulitura delle opere d’arte.
– Disinfestazione con antitarlo per legno: PER-XIL 10, composto di permetrina e solvente (isopor j), applicato prima a pennello e poi a siringa, fino a completa imbibizione.
– Ricostruzione mancanza chicciolo intagliato e dorato, la reintegrazione è stata effettuata con un pezzo di legno di tiglio, uguale al legno originario, sagomato seguendo la linea del volume maggiore, ed incollato mediante colla a caldo (colla di bue), successivamente modellato con la tecnica dell’intaglio e dorato a guazzo con foglia metallica oro 23 ¾.
-Restauro delle dorature:
.le parti dorate presentavano residui untuosi che avevano conglomerato particellato atmosferico, pertanto è stato necessario provvedere alla loro pulitura utilizzando un’emulsione grassa neutra;
.gli eventuali residui di emulsione sono stati rimossi con cotone idrofilo imbevuto di White spirit;
.le mancanze nei piedi, non potendo essere ricolmate con legno, sono state ricostruite adoperando resina epossidica bi componente araldite SV 427;
.le parti dell’ammanitura che presentavano mancanza di coesione con il supporto ligneo sono state fermate mediante colletta con rapporto 1:20 (1: colla di coniglio Lapin in grani – 20: acqua deionizzata) applicata a siringa e preceduta da imbibizione ad alcool per facilitare la penetrazione della colletta stessa;
.stuccatura con gesso con rapporti 1:13 (colla di coniglio e gesso di Bologna) sulle parti mancanti di doratura;
.rasatura dello stucco con carta abrasiva molto fine ( di grana 360);
.stesura del bolo armeno con una colorazione che si avvicinasse il più possibile a quella originale;
.doratura a guazzo con foglia d’oro a 23 e ¾ Carati; la presa della foglia al bolo armeno è avvenuta per mezzo di acqua, che per scrupolo operativo è addizionata in rapporto 1:10 con colla di pesce già preparata (1:24), e qualche goccia di alcool etilico per sgrassare eventuali untuosità;
.brunitura della foglia di oro 23 ¾ mediante pietra d’agata;
.patinatura dell’oro nuovo, in modo da renderlo più similare nelle sue consumature e nella sua lucentezza a quello già esistente; tale operazione è stata effettuata mediante una miscela di alcool etilico denaturato 99%, pigmenti, cera d’api e cera carnauba.
– Restauro parti listrate in palisandro rio e ebano,
.la presenza di sgocciolature d’acqua e le sbiancature della vernice hanno reso indispensabile una pulitura selettiva a base di Solvent gel (100 ml di alcool, 20 ml di Ethomeen, 2 gr di Carbopol, poche gocce d’acqua);
.reintegrazione delle parti mancanti della listratura delle fasce dei piani con legno di palissandro rio e nelle cornici con legno d’ebano;
.consolidamenti delle listre mediante l’uso del termocauterio, riattivando la colla sottostante già esistente ;
.nei casi in cui non era possibile riattivare la colla originaria in quanto insufficiente, si è intervenuti mediante iniezione di colla forte calda iniettata con siringa, in modo da non dover necessariamente rimuovere la listra dal supporto.
-Verniciatura protettiva con gommallacca Angel, sciolta in alcool etilico denaturato al 94% e applicata a tampone.
-Ricollocazione delle bocchette di bronzo dorato, dopo averle ripulite da una leggera ossidazione.
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